Firenze

Piazza Goldoni, 2

Tensioni Strutturali #3 23.09.2017 - 23.12.2017

 

Daniel Canogar

Daniel Canogar è nato a Madrid nel 1964. Vive e lavora tra Madrid e New York. Daniel ha conseguito un M.A. presso la NYU e l'International Center for Photography nel 1990. Degne di nota sono le opere d'arte pubbliche realizzate con schermi LED flessibili. Come con le fibre ottiche una decade fa, ha saputo reinventare una tecnologia esistente per soddisfare la sua ricerca artistica; grazie alla fabbricazione di pannelli LED flessibili, è in grado di creare schermi capaci di arrotolarsi come nastri, adatti per atrii e spazi pubblici. Altre opere pubbliche dell'artista includono la serie Asalto, proiettata in numerose città su monumenti rappresentativi. Questi progetti raffigurano corpi che si arrampicano, facendo richiami a eventi storici, come ad esempio l'assalto alla Bastiglia e il crollo del muro di Berlino, o presentano passaggi di frontiera migratori.

La memoria, così come la sua perdita, sono temi centrali del suo lavoro. Ha setacciato discariche, centri di riciclaggio e mercatini delle pulci alla ricerca di esempi di tecnologie datate, che definiscono la nostra esistenza in un passato non troppo lontano. Ciò che gettiamo mantiene comunque un ritratto preciso di chi eravamo. Quando buttiamo via questi oggetti, ci sbarazziamo anche di una parte di noi stessi. Mediante la proiezione di video di animazione su vecchi media, tento di riaccendere la loro scintilla vitale, in modo tale da rivelare la memoria condivisa detenuta al loro interno.
Canogar oltrepassa i confini dello schermo piatto e crea installazioni tridimensionali che concettualizzano i media come sculture. Grazie ad anni di ricerca, è riuscito a sviluppare un pannello LED flessibile che gli permette di realizzare schermi con forme curve molto intricate. Pertanto, può generare schermi in grado di adattarsi e distorcersi sulla base delle caratteristiche specifiche dell'architettura che le circonda. Queste installazioni invitano lo spettatore a individuare diverse prospettive per la scoperta dell'opera artistica, incorporando così i loro movimenti all'interno e intorno all'opera come un elemento fondamentale della loro esperienza. Essere uno spettatore spesso significa rimanere ai margini di ciò che stiamo osservando. Le sue opere devono attirare uno spettatore coinvolto, un individuo che vive la sua osservazione come se fosse basata su di un corpo senziente e in movimento. Tramite questa contemplazione importante, otteniamo così un'esperienza più ricca del nostro mondo, ma abbiamo inoltre la capacità di rivendicare un posto al suo interno anche per noi stessi.
Canogar ha realizzato numerose opere pubbliche, tra cui si annoverano: Waves, uno schermo LED scultoreo permanente esposto nell'atrio di 2 Houston Center, Houston; Travesías, uno schermo LED scultoreo commissionato per l'atrio del Consiglio dell'Unione Europea a Bruxelles durante la presidenza spagnola dell'Unione Europea nel 2010; e Constelaciones, il più grande foto-mosaico in Europa, realizzato per due ponti pedonali che attraversano il fiume Manzanares. Alcune sue opere più recenti includono; Storming Times Square, proiettato su 47 degli schermi LED presenti a Times Square, New York; "Small Data", un'esibizione personale presso la bitforms Gallery a New York e alla Max Estrella Gallery a Madrid; "Quadratura", un'esibizione personale esposta presso l'Espacio Fundación Telefónica a Lima. Ha inoltre svolto esibizioni presso: il Museo di Arte Contemporanea Reina Sofia, Madrid; il Palacio Velázquez, Madrid; la Max Estrella Gallery, Madrid; la bitforms Gallery, New York; la Galleria Filomena Soares, Lisbona; la Galleria Guy Bärtschi, Ginevra; Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea, Milano; il Centro d'Arte Santa Mónica, Barcellona; l'Alejandro Otero Museum, Caracas; il Wexner Center for the Arts, Ohio; il Offenes Kulturhaus Center for Contemporary Art, Linz; il Kunstsammlung Nordrhein Westfallen, Düsseldorf; l'Hamburger Banhof Museum, Berlino; il Borusan Contemporary Museum, Istanbul; l'American Museum of Natural History, New York; l'Andy Warhol Museum, Pittsburgh e il Mattress Factory Museum, Pittsburgh.


Baptiste Debombourg

Baptiste Debombourg è nato a Lione; vive e lavora a Parigi. Ha studiato scultura presso l'Ecole Nationale des Beaux-Arts di Lione e conseguito il post-diploma presso l'Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Fra i più importanti artisti della sua generazione, ha realizzato numerose istallazioni pubbliche sia in Francia che all'estero tra le quali vale la pena menzionare: La Chaufferie, Galerie de la Hear, Strasburgo; la Maison Rouge, Fondation Antoine de Galbert, Parigi. Recenti mostre personali sono: Stellar, Le Voyage à Nantes, Place du Bouffay, Nantes (2015); Matière noire, La Chaufferie, Galerie de la Hear, Strasburgo (2015); Champ d'accélération, Le Patio, la Maison Rouge, Fondation Antoine de Galbert, Parigi e Radiance, Galerie Patricia Dorfmann, Parigi (2015).
Recenti mostre collettive sono: Human Right, a cura di Stéphane Chatry, Molodkin, Debombourg, Zevs, Galerie Patricia Dorfmann, Parigi (2015); Avez-vous le goût Barbare?, a cura di Les commissari Anonymes e Nicolas Ribou, Poppositions 2015, Bruxelles; Fernelmont Contemporary 2015, a cura di Gustavo Urruty, Château de Fernelmont.
Tutti i suoi progetti sono in qualche modo legati ad aspetti dei rapporti umani: i nostri errori, i nostri dubbi e desideri, così come la percezione che ognuno di noi ha riguardo la propria realtà. Il suo lavoro esplora la natura dei nostri rapporti psicologici con gli oggetti, la ricerca dello spazio potenziale tra la realtà e il modello ideale a cui aspiriamo di arrivare. Così, Debombourg analizza e mettere in discussione il senso e il significato delle azioni che intraprendiamo (costruzione e distruzione). Si interessa di singoli ripetuti tentativi, che a volte portano al fallimento. Spinto da buone intenzioni, aspirazioni utopiche o accecato dal suo ego, l'individuo rivela la sua vera natura.
L'impressione di impotenza generato da tali situazioni e dagli individui stessi evidenzia semplicemente la natura fragile e accattivante dell'essere umano. La sua ricerca prende forma attraverso diversi media, materiali e supporti come il legno, il vetro, graffette o disegni. L'ispirazione e l'influenza vengono dalla vita di tutti i giorni e più specificatamente dagli oggetti di uso quotidiano che condizionano la nostra vita.
La sua ricerca è focalizzata anche sull'uso di questi oggetti e le reazioni che creano, compresi i rapporti affettivi. Egli considera il suo lavoro artistico come convogliatore di incontri, la possibilità di collegare settori e aree che di solito si ignorano l'un l'altra (come la cosiddetta "cultura nobile" e la "cultura popolare"). Infine ritiene che il suo lavoro contribuisca a esaminare la posizione e la funzione di ciò che definiamo "arte contemporanea".



Levi Van Veluw

Levi van Veluw è nato a Hoevelaken (Olanda) nel 1985. Attualmente vive e lavora ad Amsterdam.
Ha studiato presso l'Artez Institute of Arts di Arnhem. Dopo la laurea del 2007, Levi van Veluw ha prodotto lavori multi-disciplinari che includono installazioni scenografiche, fotografie, video, sculture e disegni. Il lavoro di Levi si concentra sulla percezione della realtà da parte dello spettatore, tramite la creazione di installazioni immersive. L'oggettività dello spazio è messa in dubbio dall'atmosfera esperienziale nei suoi lavori, generata con elementi che rimandano a forme elementari geometriche e archetipi. Levi ha studiato a fondo la relatività della materia, traendo spunto da teorie scientifiche e dal campo della fisica per reinterpretare questi argomenti con media contemporanei. Levi vuole invitare lo spettatore a riflettere sullo sviluppo di una nuova conoscenza stimolata dall'ambiente irreale creato dalle sue installazioni scure e sensoriali.
Tra le mostre personali recenti ci sono: La Galerie particuliere, Parigi (2017); Galerie Ronmandos, Amsterdam (2016); Galleria di Rosenfeld Porcini, Londra (2016). Tra le collettive si ricordano: Museo Kranenburgh, Paesi Bassi (2017); Labellisée Normandie Impressonniste, Francia (2016); Maddox Arts, Londra (2015). Le opere di Levi Veluw sono state esposte a livello internazionale in importanti musei e istituzioni, incluse in collezioni pubbliche e private, tra cui la collezione Borisan, la collezione Caldic, la collezione Ekard e Kpmg. Van Veluw ha partecipato anche a numerose fiere internazionali come l'Armory Show di New York, l'Art Brüsszel, la Volta Basel, Unseen Amsterdam e Loop Fair di Barcellona. Levi van Veluw è ampiamente apprezzato anche dai media popolari. I suoi lavori sono stati presentati in programmi radiofonici e televisivi come Arte TV e VPRO Radio e in più di 150 pubblicazioni tra cui la rivista Domus, Interview, Arte Al Limite e Frame Magazine e su giornali importanti come il Financial Times, Volkskrant, NRC e New York Times.


Zimoun

Zimoun è nato nel 1977. Attualmente vive e lavora a Berna, in Svizzera. Recentemente i suoi lavori sono stati esposti al Nam June Paik Art Museum in Corea; al Museo Kuandu di Belle Arti, Taipei; al Ringling Museum of Art, Florida; al Museo d'Arte Harnett, Richmond; alla galleria Bitforms di New York; al Kunsthalle di Berna; al Museo d'Arte di Seoul; al Museo d'Arte Contemporanea del Liechtenstein; al Museo delle Belle Arti di Rennes; alla Galerie Denise René di Parigi; al Museo Les Champs Libres, Rennes; al Museo d'Arte Contemporanea MNAC di Bucarest; al Beall Art Center, Los Angeles; al Kunstmuseum Bern; al Museo d'Arte Contemporanea Msum, Ljubljana; al Museo Nazionale d'Arte, Pechino; al Museo di Belle Arti di Lugano; e molti altri.
Nella pratica artistica di Zimoun coesistono il taglio critico dell'artigianato, l'automazione, la sound art, il disegno e la presenza virtuale. Queste influenze, e la loro espressione nella media e performance art, sono state presentate in numerose mostre in musei internazionali; per esempio, "Ghosts in the Machine" (New Museum), "Fondali" (MoMA NY), "Il suono come mezzo d'arte" (ZKM), "L'arte della partecipazione" (SF MoMA) e "Stage Presence" (SF MoMA).
Come artista emergente in un settore in rapida crescita, Zimoun dimostra una grande propensione per l'esperienza dal vivo nell'ambito delle arti visive. Il suo lavoro è in continua crescita ed espansione- soprattutto nei musei e in luoghi in cui si possono creare duraturi legami sia con gli storici protagonisti dell'arte, sia con i coetanei. Con l'utilizzo di componenti semplici e funzionali, Zimoun costruisce architettoniche piattaforme del suono. L'obiettivo è l'esplorazione del ritmo meccanico e del flusso sonoro, attraverso installazioni in cui vengono incorporati oggetti industriali banali. In un display ossessivo di materiali semplici e funzionali, queste opere articolano una tensione tra i modelli ordinati del Modernismo e le forze caotiche della vita. Trasmettere una profondità emotiva, il ronzio acustico dei fenomeni naturali: nelle costruzioni minimaliste di Zimoun i suoni riverberano senza sforzo.


 

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