Panoramica

Chris Hood (nato ad Atlanta, Georgia, USA) vive e lavora a New York. Sebbene le sue opere – dipinti, sculture e disegni – siano di natura figurativa, esse riflettono una comprensione della natura astratta in cui immaginario collettivo e individuale collidono nel ventunesimo secolo. Combinando tecniche tradizionali a linguaggi nativi dell’ambito digitale, le sue opere raffigurano spesso immagini raccolte dalla controcultura americana, dalla storia dell’arte e dai mass media, rese astratte per traduzione. Creando dei parallelismi rispetto ai suoi interessi in psicofisica, i dipinti sono collocati in uno spazio liminare tramite una tecnica singolare chiamata reverse-stain, che pone le sue composizioni in uno stato di tensione sfuggente e percettiva. Accostando le opere a pubblicità sbiadite o t-shirt al contrario, Hood investe la fisicità evocativa dei suoi dipinti attraverso temi di identità, di memoria e di perdita. Le opere risultanti suggeriscono sfide con l’idea di prospettiva statica e, allo stesso tempo, indirizzano verso domande più ampie riguardanti il ruolo delle immagini e della pittura contemporanea. Tra le sue mostre più recenti, ricordiamo: Known Unknowns, Saatchi Gallery, Londra (2018); Novel Gazers, Lyles & King, New York (2017); Fort Greene, a cura di Adrianne Rubenstein, Venus Over Los Angeles, Los Angeles (2016); Chris Hood & Zach Reini, a cura di Domenico de Chirico, Brand New Gallery, Milano (2016).

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